Gioielli antichi

Gioielli Antichi Janesich

I gioielli antichi rappresentano delle splendide creazioni di oreficeria originali d'epoca, che la Casa Janesich può proporre grazie alla sua lunga e ricca storia. Dei veri oggetti esclusivi di antiquariato, che si caratterizzano per rarità, valore storico e artistico dell’esecuzione; oltre che per il puro valore dei metalli e delle pietre preziose. 

La famiglia si è tramandata per generazioni l'arte orafa, e continua a rappresentare un sicuro punto di riferimento per la compravendita di gioielli antichi e preziosi di antiquariato

Ogni gioiello vintage Janesich rappresenta la miglior testimonianza della profonda passione e tradizione: la Casa Janesich racchiude proposte di gioielli di vario genere ed epoca.


LA STORIA DEI GIOIELLI ANTICHI JANESICH

Per oltre un secolo e mezzo la casa Janesich ha dato vita a una prestigiosa attività orafa, che, attraverso le generazioni, si è sviluppata in diverse nazioni.

Tutto ha inizio nel 1835 quando il capostipite Leopoldo Janesich, apre i battenti dell'oreficeria nella vitale e ricca Trieste, in Capo di Piazza.
La città è un porto franco che favorisce la nascita di forti capitali e, conseguentemente un’ostentata mondanità. Anche il cliente più impreparato, però, resta sedotto dall'eleganza dei gioielli Janesich. 

Prevale un gusto attento per il bello e per il sobrio, che consolida la fama di Leopoldo a livello nazionale e internazionale. Il figlio Giovanni, in pochi anni, porterà le fortune della Casa fino in Francia, dove Parigi impone la moda in tutta Europa.

Continuando la tradizione del fondatore Leopoldo, nel 1896 il figlio Giovanni apre a Parigi un ufficio per il commercio all’ingrosso di pietre preziose e perle. A dirigere la sede in in Rue de Lafayette lo affianca il giovane Alberto, dotato di talento per la compravendita e appassionato conoscitore delle gemme.
L’altro figlio, Giuseppe, ha ereditato dal nonno la predisposizione al disegno, tanto da diventare il referente culturale della famiglia, anche seguendo la gioielleria storica di Trieste.
Tra i due negozi c'è sempre uno scambio continuo: i preziosi prodotti in Francia vengono venduti anche a Capo di Piazza e viceversa.
Giovanni è impegnato a promuovere i contatti d’affari per le due, i buoni rapporti con le case Bulgari e Settepassi in Italia e con Vever, Boucheron e Chaumet in Francia.
Alcuni vasi di Daume e di Walter vengono montati in argento su disegno di Giuseppe, mentre Tiffany acquista da Janesich perle per somme considerevoli.
Ormai Janesich annovera tra i suoi clienti tutta la crème della Ville Lumière, e nel 1913 Alberto rileva due negozi dalla famiglia Goustikker: uno in Rue de la Paix, tempio del lusso parigino, situato tra Tiffany e Cartier, l’altro a Montecarlo, prospiciente al Casinò.

Lo sviluppo vertiginoso degli affari vendono la gioielleria coinvolta con nuovi facoltosi clienti, partecipa all’asta dei preziosi della duchessa di Marlborough aggiudicandosene il diadema e un collier. Soltanto lo scoppio della prima guerra mondiale arresterà quest’ascesa.
Cessato il conflitto, gli Janesich aprono altri due nuovi negozi nelle rinomate località turistiche di Deauville e Vichy. La sede di Trieste annovera tra la sua clientela il re Nicola del Montenegro e il duca Amedeo d’Aosta, oltre alle grandi compagnie di navigazione, mentre a Parigi e a Montecarlo si succedono le visite della principessa Ruspoli, delle baronesse Rothschild e Forest, e tutto il bel mondo dell’epoca.
Giovanni, seppure anziano, cura le relazioni con la fabbrica di orologi Baume et Mercier per cui vengono eseguite splendide casse in pietre e oro, secondo lo stile "déco".
Il grande disegnatore di gioielli Alfred Langlois (così come Boucheron e Maubossin), lavora molto anche per la casa Janesich.
Giuseppe a Trieste disegna e fa eseguire in occasione delle nozze della principessa Mafalda di Savoia un elegante cofanetto in oro, argento e smalti.
Nel 1923 la prima Biennale delle Arti Decorative della villa reale di Monza ospita alcune creazioni della ditta e nel 1925 Casa Savoia concede agli Janesich il brevetto reale.
Dai loro laboratori uscirà anche la corona che cinge il capo della Madonna del santuario di Castelmonte.
Nel 1927 muore Giovanni Janesich e Giuseppe inizia all’attività il figlio Pietro detto Momo, che si inserisce brillantemente negli affari di famiglia.
Gli Janesich si specializzano anche nella produzione di medaglie eseguite in occasione di vari di navi, ricorrenze storiche e commemorative.
Il 1933 porta in dono la concessione del brevetto di Casa d’Aosta, ma nello stesso anno muore Alberto: i negozi francesi vengono chiusi nell’arco dei due anni successivi.
Rimangono Giuseppe e Momo, con un secolo di tradizione alle spalle. Continueranno la produzione di gioielli per le autorità dell’epoca e per celebrazioni ufficiali. Numerosi sono i lavori eseguiti per l’allora capo del governo Mussolini e il ministro Ciano e gli oggetti regalo eseguiti in occasione delle cerimonie di varo di importanti navi degli anni Trenta.

Il 1937 è l’anno della morte di Giuseppe Janesich. Di li a poco l’Europa sarà di nuovo in guerra. Toccherà a Momo, uomo colto e raffinato rimasto solo, riprendere l’attività nel dopoguerra. Ma tutto il mondo è cambiato.
La Casa produrrà ancora grandi lavori, la coppa Golden Laurel Award per il noto produttore americano di Addio alle armi e Via col vento, Daniel O. Selznik.
Nel 1971 Momo  muore indimenticato a Barcola, e oggi la tradizione viene rinnovata da Francesco Janesich, erede della famiglia di gioiellieri, nella casa madre sita a Trieste, in via San Nicolò 30.
Qui, nel rispetto della storia, vengono ideati ed eseguiti i gioielli e monili, seguendo una tradizione di 175 anni.

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